Lungi da me il solo voler scrivere un titolo accattivante, voglio dire la verità, nient’altro che la verità. Allora ti chiederai, come può il coaching migliorare la tua vita? Non sto esagerando! Arriverò subito al punto.

La ricerca di me stesso, il mio sviluppo personale e i test psicologici sono sempre stati al centro dei miei interessi. Forse questo è sempre derivato dal mio desiderio di essere felice nella vita se avessi raggiunto una migliore comprensione di me stesso. Sappiamo inoltre quanto lo sviluppo personale sia diventato una missione per le aziende; queste ultime cercano di favorire la crescita personale nel contesto lavorativo ora più che mai. Per tale ragione, ne ho fatto la mia professione. Il bisogno di realizzazione sembra essersi fatto strada particolarmente nei contesti professionali: “Investiamo nello sviluppo dei nostri manager!”, “Diventiamo più resilienti!”, “Incentiviamo il lavoro agile!”, Questo è ciò che sento molto spesso dire da molti manager oggi. 

E questo è il motivo per cui i miei colleghi e io stiamo cercando di creare programmi educativi che aiutino i dipendenti a dare il meglio di se stessi. I professionisti di apprendimento e sviluppo hanno provato di tutto e su tutti i fronti: per quanto riguarda l’integrazione di nuovi dipendenti, la formazione, l’apprendimento misto e cosí via. Ma cosa funziona davvero? Cos’è abbastanza efficace per cambiare qualcuno? Hai indovinato, il coaching a mio avviso ed ecco perché.

Consapevolezza mai raggiunta prima

In dettaglio, questo sarà oggetto di un futuro articolo. Tuttavia, in questo video spiego come lo strumento Clifton Strengths Finder mi abbia aperto gli occhi, soprattutto in relazione al mio comportamento e i miei punti di forza personali. Ho scoperto che mi ci sono voluti cinque giorni di formazione e riflessione per comprendere la mia più grande forza. Ma come è stato possibile che io – che ho iniziato questo percorso di auto-scoperta alla Facoltà di Psicologia – non riconoscessi qual era il mio più grande talento? Era lí davanti a me per tutto il tempo, proprio lì davanti ai miei occhi! Quello che mi mancava, però, era anche uno strumento per riconoscerlo. Quanto è stato emozionante in retrospettiva arrivare a questa realizzazione e raggiungere una una totale consapevoezza di sé stessi per la prima volta!

Il coaching è come guardare la punta del proprio naso e dare un’occhiata più da vicino a te stesso. Siamo sempre presenti, ma troppo raramente prestiamo attenzione a noi stessi e ci guardiamo dentro. Il coaching è anche lavoro profondo, cosa che non necessariamente tutti sono ugualmente pronti a fare. Sbattere le palpebre quando si guarda il proprio naso per troppo tempo potrebbe in qualche modo richiamare la stessa sensazione. Tuttavia, la preoccupazione è infondata, perché un coach rende questo esercizio più piacevole di quanto si possa immaginare. Il coaching ti aiuta infatti a ordinare i pensieri in modo da raggiungere una migliore consapevolezza di te stesso e una maggiore comprensione delle tue necessità intrinseche.

Conoscere e identificare i miei punti di forza con l’aiuto del Clifton StrengthsFinder (un autotest online sviluppato da Don Clifton, noto anche come CliftonStrengths Assessment) mi ha ispirato. Con l’aiuto del coaching, ho anche capito cosa stava succedendo nella mia testa ogni volta che incontravo qualcuno di nuovo. E come era cambiato il mio punto di vista o il mio approccio nei confronti delle mie relazioni. Il coaching mi ha aiutato a prendere coscienza dell’impressione che faccio agli altri, permettendomi di adattarmi meglio all’altra persona.

Un’esperienza di coaching che raramente è così personale e su misura per le mie esigenze

Le differenze pedagogiche tra mentoring e coaching così come coach, mentore e trainer sono già state spiegate in molti articoli. Ma che tipo di supporto ti danno queste persone quando hai una domanda?

Direi che un mentore pensa già di sapere tutto sull’argomento e quindi condivide questa conoscenza con te. Anche un trainer ha le risposte, ma cerca di trasmetterle a te in qualità di insegnante. Il manager in egual modo lo sa, ma si occuperà di delegare l’incarico. È diverso con un personal coach: non si tratta di avere la conoscenza, ma di aiutarti ad acquisirla. Un coach si mostra quindi come uno specchio davanti a te durante il coaching e ascolta con attenzione la descrizione del problema o la relativa domanda.

Personalmente, mi sento anche più a mio agio quando condivido i miei problemi sul lavoro con un coach esterno. Un orecchio neutro e premuroso mi dà sicurezza psicologica e mi aiuta nel mio percorso di crescita personale. Parlo con il mio coach dei miei dubbi, delle mie idee e dei miei progetti futuri. Le discussioni si svolgono in un ambiente in cui non corro il rischio di sconvolgere la gerarchia. Così scopro una versione migliore di me stesso senza essere giudicato. Una conoscenza più completa di me e un coaching su misura per le mie esigenze mi consentono di superare ostacoli che ritenevo insormontabili.

Risultati che mi hanno particolarmente convinto del coaching

Ho avuto la possibilità di assistere a grandi progressi e successi raggiunti dalle persone da me seguite. Una delle mie coachee mi ha detto che aveva problemi a farsi sentire e ad affermarsi in un gruppo. Ciò è stato talmente dannoso per lei che il periodo di prova nella nuova azienda era stato messo a repentaglio.

Durante una delle nostre sessioni di coaching, mi ha detto che era talmente brava da bambina che ha saltato tre classi e di essere arrivata al secondo posto nella classifica annuale della sua scuola. Tornando a casa dopo la scuola, era raggiante di gioia e raccontò ai suoi genitori della buona notizia. Ma la madre le rispose soltanto: “Perché non sei arrivata prima?” Mi ha confidato che a causa di questa esperienza non si sentiva più a suo agio nel mettere in primo piano i suoi talenti. Abbiamo parlato di come questa sensazione abbia influenzato negativamente il suo lavoro e sviluppato insieme strategie su cui lavorare a partire da allora. Da quel momento, la nostra esperienza di coaching l’ha aiutata a comunicare meglio le sue idee.

Un cliente, a cui ho anche presentato Clifton StrengthsFinder, mi ha detto che non riusciva a capire perché uno dei suoi dipendenti non si stesse impegnando a sufficienza nello sviluppo delle proprie competenze.

Al fine di raggiungere il suo obiettivo di accompagnare i dipendenti nel loro sviluppo personale, gli ho chiesto di entrare più nei particolari. Del perché sentiva che il lavoro che gli era stato chiesto di fare non era stato fatto e nello specifico di ciò che aveva già provato a fare. Un’analisi delle sue risposte e dei risultati psicometrici ha mostrato che il suo livello di empatia (cioè la sua capacità di percepire le emozioni degli altri) era molto basso. Essendo un ingegnere ha avuto la tendenza a analizzare la situazione in modo puramente razionale, tralasciando invece l’aspetto umano.

Durante la nostra conversazione, si è reso conto che la semplice domanda fatta al suo collega: “Cosa ne pensi di iniziare il tuo piano?” lo aveva già condotto a una semplice risoluzione del problema e lo aveva condotto a un approccio più empatico. Questa prospettiva completamente nuova e un metodo più emotivo nel suo ruolo di leader, gli hanno aperto un mondo completamente nuovo.

Qual è quindi la tua opinione sul coaching?

Oggi, grazie a CoachHub, ho accesso a sessioni di coaching illimitate, come tutti i nostri clienti che utilizzano il coaching come efficace strumento di sviluppo del personale. Come cambierà la mia vita entro la fine dell’anno? Sarò felice di rispondere a questa domanda in un seguente articolo sul blog.

Vuoi saperne di più sul coaching nel campo dello sviluppo personale? Ti invitiamo a metterti in contatto con noi. Attendiamo con impazienza di ricevere una tua opinione e siamo al tuo fianco in caso di domande.